Il Cervo è stato reintrodotto nelle Alpi dopo la seconda guerra mondiale, ora ha raggiunto livelli di presenza stabili o addirittura eccessivi, tanto che solo la migrazione o la caccia di selezione fanno si che la specie non aumenti eccessivamente. La scarsa presenza di predatori naturali infatti non permette una buona regolazione della specie che tuttavia non soffre di particolari patologie dovute al sovrannumero. Le reintroduzioni hanno avuto come capostipiti individui immessi, a secondo delle zone, da Francia, Austria, Svizzera e Slovenia.
In Italia gli unici ceppi di Cervo autoctono sono presenti nel sud della Sardegna e nel Bosco della Mesola in provincia di Ferrara, dove tuttavia l’eccessiva consanguineità ha indebolito il nucleo. La questione genetica è importante per lo sviluppo dei trofei, come lo è anche la presenza sul territorio di sali minerali adatti allo sviluppo di palchi imponenti.

Nella foto in silhouette si può vedere un giovane Cervo di scarso livello che difficilmente svilupperà un buon trofeo. Per quanto riguarda la foto in primo piano, tengo a precisare che lo sguardo in camera è dovuto alla vicinanza; il Cervo era sul sentiero a pochi passi e non potevo fare a meno di disturbarlo; ho visto con il binocolo che era un coronato quindi ancora al buio ho tolto il cavalletto dallo zaino, inserito macchina e comando a distanza, messo il telo mimetico, aspettato la luce e poi ho scattato: al click il Cervo si è girato verso di me ed è stato immobile per una trentina di secondi, poi si è alzato e si è allontanato tranquillamente. L’esposizione è di 2,5 sec. a 640 iso con 300mm F4; e il cervo ha dimostrato cosa vuol dire stare veramente fermi…

Simpatica situazione quella del giovane Cervo con i due Cinghiali; non si sono disturbati per nulla e hanno continuato a mangiare fino all’arrivo del sole…