Il Capriolo è un animale piuttosto comune sia in pianura che in montagna; maschio e femmina differiscono per la presenza delle stanghe nel maschio e della finta coda nella femmina; cioé di un ciuffo di peli che sovrasta lo specchio anale, zona chiara rispetto al manto in entrambi i sessi e utile segnale nella fuga per stare uniti. Il manto estivo tende al rosso mentre quello invernale è grigio marrone.
Si parla di stanghe e non di corna perché il capriolo, come il cervo essendo appunto “cervidi” sviluppano un “trofeo” che di anno in anno viene sostituito, le stanghe cadono e nella ricrescita sono coperte per la vascolarizzazione iniziale dal cosiddetto velluto. Il numero di punte (in genere tre) non dipende dall’età ma dalla predisposizione genetica, dal nutrimento e altri fattori accidentali; in due foto in galleria si può vedere un Capriolo con una stanga anomala.
Entrambi i sessi se disturbati fanno un verso simile ad un abbaio, lo si può sentire anche nel periodo estivo che coincide con la stagione degli amori.
C’è chi dice che il Capriolo sia disturbato dal Cervo; a me capita di vederlo negli stessi posti ma non sempre con la stessa frequenza.
Bisogna fare attenzione quando si guida di notte perché il Capriolo se investito dai fari dell’auto non si muove più e rischia di essere travolto.
Per la cronaca il cosiddetto “bambi” è in realtà il cerbiatto, cioè il cucciolo di Cervo, ma nell’immaginario collettivo, visto che statisticamente è più facile vedere una femmina di capriolo anche adulta e scambiarla per un piccolo di cervo date le dimensioni, spesso la gente lo confonde.
Mai toccare un piccolo di capriolo perché la madre lo abbandonerebbe a causa dell’odore lasciato dall’uomo; situazione risaputa ma che è sempre meglio ricordare.