Dopo un  sabato adrenalinico passato aiutando un amico a tirar giù un castagno in tree-climbing una domenica tranquilla in un ambiente diverso dalle Alpi ci voleva, quindi perché non partecipare con l’amico ed esperto Claudio ad un appuntamento adocchiato da anni ma sempre rimandato? Ad Arenzano, al Parco del Monte Beigua, c’è stato il Biancone Day, giornata in cui si spera di vedere un certo numero di rapaci in migrazione.

Si spera perché non è così scontato; l’anno scorso a quanto pare pioveva e quest’anno siamo saliti al Centro Ornitologico del parco circondati da una compiacente nebbiolina. La vegetazione mediterranea, le rocce e la nebbia ricordavano i dipinti cinesi, ma c’è una certa incompatibilità a distinguere un rapace bianco su sfondo bianco, soprattutto se tra l’osservatore e lui è ancora più bianco… Resta il fatto che la migrazione dura mesi, ma a volte a smuovere la pigrizia a fare un po’ di chilometri servono le giornate organizzate.

Al Centro Ornitologico ci ha accolti Gabriella, una ragazza appassionata, preparata e gentilissima, incaricata di accogliere i visitatori della mostra fotografica allestita in una sala ed accompagnare i partecipanti ai punti di osservazione fornendo spiegazioni sul fenomeno della migrazione. Piuttosto sconsolata per la giornata all’apparenza poco adatta, ci ha comunque dato delle dritte utili a posizionarci nei punti migliori per cercare di evitare le nuvole basse e capire se i rapaci avrebbero volato sotto o sopra di esse… Alla peggio mi sarei accontentato di fotografare una delle sue ottime foto spacciandola per mia… Qui il link al gruppo ornitologico di cui fa parte.

Intanto davanti al Centro Ornitologico un gruppo di Tordi bottacci cercava cibo tra il terreno rivoltato dai cinghiali.

     Sono rimasto sorpreso dal fatto che i Bianconi non risalgano la penisola come mi aspettavo; a quanto pare non amano i lunghi tragitti con il mare sotto di loro, quindi preferiscono arrivare in Europa dall’Africa attraverso lo stretto di Gibilterra ed evitare i 145km tra Africa e Sicilia. Così aumentano il viaggio anche di 2000km ma i gusti sono gusti e non si discutono…
Attraverso il monitoraggio di alcuni esemplari, tra cui uno battezzato Egidio, è stato possibile tracciare il percorso di migrazione, vedi il sito dedicato.
Tra l’altro oltre ai Bianconi c’erano anche altri rapaci, nella foto qui sotto appunto un Falco di Palude, tra i più numerosi. Inutile dire che aspettavo la conferma delle specie da parte dei più esperti; io di solito prima fotografo e poi riconosco grazie a immagini o libri; invidio chi grazie alla passione di anni riesce a distinguere le specie a colpo d’occhio o d’orecchio.

Abbiamo visto in contemporanea fino a 14 rapaci volare insieme, ma tutti in una foto non ci stavano…

Poi un Nibbio bruno:

E finalmente il protagonista della giornata; in volo da ovest verso est, apparivano dal nulla tra le nuvole e scomparivano in dissolvenza. Diretti nelle regioni dell’Italia centro meridionale, osservati al cannocchiale davano l’idea di non stancarsi mai, con il loro volo possente e sicuro. In realtà è un viaggio molto faticoso, in cui mangiano poco o nulla. Chissà se la coppia che viene a nidificare vicino alla zona dove vivo passerà da lì? Fino ad oggi avevo visto il Biancone solo un paio di volte, malgrado i numerosi tentativi di avvicinarlo. Tutte le foto in questo post sono forti crop, puramente documentative e senza pretese di qualità.

Scesi infine al mare, la piacevole sorpresa di una coppia di Marzaiole, anche loro in arrivo dal deserto del Sahel come i Bianconi, ma forse con un tragitto più breve…

 

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