A fine inverno, sia pur avaro di precipitazioni, molte strade sterrate intorno ai 1200m sono ancora parzialmente innevate; affrontarle in mountain bike vuol dire dover pedalare anche in discesa, con i rapporti minimi e la prontezza a saltar giù ogni qual volta la ruota anteriore affonda troppo…
Ma ne è valsa la pena… A pochi minuti dalla partenza il piacevole incontro con una coppia di amici ed i tre cani di lei, fino ad ora solo virtuali e finalmente conosciuti di persona; poi via verso una zona piuttosto isolata, con la speranza di trovare qualche palco di cervo visto il periodo propizio e la disillusione di fare foto a qualche selvatico a causa dell’orario avanzato e della giornata comunque calda.

Avvicinarsi alla mèta ha richiesto il doppio della fatica rispetto a farlo a piedi, ma per fortuna la metà del tempo. Posata la bicicletta una coppia di aquile mi da il benvenuto alta nel cielo; ma sono due caprioli a cogliermi di sorpresa a pochi metri dal sentiero con una fuga agile e breve; il maschio ha ancora il velluto…

Poi mentre tolgo uno strato di vestiario, ecco muoversi qualcosa di più grosso; un cervo in pieno giorno che attraversa il pendio sopra di me e scompare in un boschetto di betulle; è giovane ed ha ancora il palco che tra poco perderà; trofeo di poche pretese ma resta un bell’avvistamento, raro in piena luce fuori dal periodo degli amori; foto intera in copertina.

In un crop:

Visto che il telefono è rimasto in auto e non so che ora sia, il sole mi dice che il tramonto è vicino, ritorno in bicicletta, di palchi a terra neanche l’ombra. Dove prima si scendeva pedalando ora si sale spingendo; la neve non regge più il peso e si sprofonda un po’ di più…
Nei brevi tratti pedalabili i giochi si invertono; anni fa mi era capitato di veder ripercorsa la mia traccia degli sci da fondo da un grosso canide, probabilmente il lupo: il suo opportunismo sfruttava la neve battuta in modo da non affondare e non faticare.
Stavolta ho fatto lo stesso con le sue tracce, belle evidenti ed in fila, perfette per essere sfruttate dalle gomme della mountain bike ed evitare le zone dove gli accumuli frenavano la spinta. E ad un tratto ecco la conferma; nei pressi di un bivio qualcosa che all’andata non c’era; l’avrei vista sicuramente…

Dimensione, presenza di peli e quantità non lasciano molti dubbi; le tracce erano quindi fresche, così come gli escrementi. Il biglietto da visita è lungo 8,5cm e largo 5cm; la strada non ancora percorribile dai mezzi a motore probabilmente lo lascia tranquillo e indisturbato a muoversi in pieno giorno…Io non ho visto lui, ma penso che lui abbia visto me; chissà quante volte è già successo!

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